12/22/2013

84. Your hand in mine

Fine anno.. di nuovo la fine di un altro anno.
Mi guardo indietro e in quest'anno vedo più letti di hotel e di residence che dolci ninne fatte nel mio letto in affitto.
Vedo sacrifici, alzate all'alba, pianti spagnoli, aerei, treni italiani e stranieri, tanti taxi.
Vedo paella, canederli, baccalà alla vicentina, riso giallo e tigelle.
Poche olive ascolane.
Vedo cazziatoni, riconoscenze, mail, numerose mail.
Vedo dubbi, tristezze e paure.
Vedo mattine fatte di ansia e pomeriggi con la tachicardia.

Ma poi guardo meglio.
E scorgo dolcezza, un nipote puzzoso con un sorriso che emana gioia e speranza, un matrimonio di 36anni fatto di amore e di speranza, di forza e di vittoria, un'amica che sta combattendo e che ce la farà.
Vedo tanti biglietti del treno solo per vedere meglio Andrea e i suoi sonni interminabili, vedo tanti viaggi in metro solo per passare una serata tranquilla e serena.
Vedo cene al cinese senza fondo con una buona compagnia, vedo hamburgher con patatine oleose, vedo passati di verdura, vedo 19 kg in meno, e vedo una nuova avventura con ragazze di 10 anni più piccole.
E poi vedo te, con i tuoi occhioni grandi dentro i miei prima di addormentarci.
Vedo il cucchiaino e sento i tuoi baci dietro il collo.
Vedo quest'affetto che non pensavo di essere in grado di provare, vedo l'amore, o esagero?, che ci avvolge.
La serenità, la tranquillità che provo quando sono solo con te.
Il senso che tutto andrà bene, anche dopo una giornata di merda e una settimana peggiore.
Sento l'allergia che mi parte dal naso e penso a te, con cui vorrei essere mano nella mano anche il prossimo anno.

Buon 2014 fatto della tua mano nella mia.
A tutti.

6/24/2013

83. Tutto l'amore del mondo

Mi auguro tutto l'amore del mondo.

Mi auguro qualcuno che mi abbracci e che mi rassicuri, mi auguro qualcuno che si accorga quando sto per dire una cosa importante e che lo ste per dire senza ragionarci troppo, senza cercare le parole giuste.
La dico solo perchè la sento.

E mi auguro uan risposta intensa come un abbraccio, forte come un bacio e accogliente come il tuo corpo.

Mi auguro qualcuno che si accorga dei miei silenzi, dei miei cambi di umore, del modo diverso di baciare.

Mi auguro di avere sempre qualcuno al mio risveglio che mi stringa forte e che mi dia il buongiorno che desidero, quello più tenero, quello senza parole ma con tanta passione. Qualcuno che si renda conto che faccio fatica ad aprire gli occhi e che mi vergogno a baciare, ma che continui e mi voglia facendomi sentire tranquilla.

Mi auguro qualcuno che sappia usare le parole e che faccia gesti. Qualcuno che non mi prenda per una stalker, e che rida se non ho avuto tempo di fare la ceretta per bene.

Mi auguro di saper dare tutto l'amore che ho nascosto dentro di me e mi auguro di perdere questo amore se dovessi accorgermi che è sprecato.

Mi auguro di aprire gli occhi e di essere felice.

Ti auguro lo stesso.
Lo auguro in primis a me.
E in secundis a te.

Ma ricorda che in primis lo auguro a me.


6/03/2013

82. ....

Mi piace quando mi guardi negli occhi e non li abbassi.
Mi piace quando arrivo e il pollo è già tagliato a pezzetti grossi.
Mi piace quando mi sei sopra e ti fanno male le braccia e sei stanco, ma nonostante continui e mi piace guardarti negli occhi. E ho l'impressione che te mi guardi negli occhi in quel momento come ti guardo io.
Mi piace quando ruoti gli occhi, perchè ti piace quello che sto facendo.
Mi piace quando mi dai i bacetti.
Mi piace quando usi le olive per fare i miei occhi.

Mi piace quando inizia ad entrare la luce in stanza, e con gli occhi ancora chiusi ci cerchiamo.
Mi piace quando non ti piace mai quello che piace a me.
Mi piace quando, prima di addormentarti, hai degli scatti alla Michael Jackson.
Mi piace quando sono in ritardo e pensi che sia ancora a Udine.
Mi piace il fatto che non avrei mai speso 1 cents per il sorriso che ho a volte.
Mi piace che non so quello che sto facendo.
Mi piace non avere la minima idea se tutto questo sia giusto, sbagliato o sbagliatissimo.

Ci sono anche cose che non mi piacciono, ma ora mi vengono in mente solo quelle che mi piacciono.


3/14/2013

81. Pensieri irrazionali da rieducare

1.       Se parlo francamente, chissà che cosa penseranno di me”. Può andar bene o andar male ma siccome il mio dire riguarda diritti legittimi ed è rispettoso degli altri, l’esito favorevole gioca a mio favore.
S pensiero>>Se poi mettiamo subito le cose in chiaro, evitiamo di perdere tempo tutti e due appresso all’altro. Soprattutto risparmio tempo io, che sto perdendo tempo con uno che non sa nemmeno se preferisce prendere il treno  delle 20e08 o quello delle 20e28.
2.       Se dico di no, loro si offenderanno”. Ma gli altri non sono più fragili di me e anche loro preferiscono rapporti di onestà alla falsità.
S pensiero>>Soprattutto, se ti chiedo una cosa 8 volte e te sai già che non la vuoi fare, dimmi subito NO. Non mi far parlare invano, non mi far costruire discorsi di un certo livello che poi smonti con un’alzata di spalle. Se è NO, è NO. Mi lamenterò, metterò su il broncio, ma almeno non mi hai preso in giro. (mi prendi sempre e comunque in giro)
3.       Li faccio soffrire per colpa mia”. E’ vero, la chiarezza a volta fa male ma farò capire che mi sta a cuore avere con loro un dialogo aperto e sincero.
S pensiero>>Sei un cazzone! Sei una testa di minchia. Che gusto provi a far soffrire le persone? Se non hai interesse, non ti avvicinare nemmeno. Non provarci, non cercare nemmeno un minimo di contatto, che io non sono Madre Teresa di Calcutta che ha aiutato più sfortunati. E non sono nemmeno Gesù che porge l’altra guancia. Se ti voglio porgere qualcosa, non è certo la guancia, ma te non ti meriti nulla. Povero pazzo.
4.       Non sta bene chiedere qualcosa per se stessi; si passa per egoisti”. Qualche volta è accettabile che si mettano le proprie esigenze prima di quelle degli altri. Non si può compiacere sempre. E poi, espresse in modo assertivo, gli altri, con lo stesso modo, le possono anche legittimamente rifiutare.
S pensiero>>Se vuoi uscire con me, se vuoi passare del tempo con me, se stare con me ti fa piacere, chiedimelo! Sii proattivo, propositivo ed egoista (ma solo in questo caso). Che tanto si è comunque e sempre egoisti, anche quando si è altruisti. Si fa sempre e tutto per i propri interessi. Ma ogni tanto gli interessi coinvolgono più persone. E anche i piaceri.
5.       Meglio stare zitto e non fare domande che passare per ignorante o stupido”. Mancare di informazioni o sbagliare non è un peccato. Dice solo che siamo tutti esseri umani.
S pensiero>>Certo, è meglio quando stai zitto.  Ma delle volte puoi dare sfogo ai tuoi pensieri, fare qualche complimento, dire una frase carina, anche se non è tua, anche se l’hai letta su un libro. Ma parla! Quando serve, PARLA!!!




Girovagando sul web, ho trovato un post su “L’inevitabile aggressività dei passivi”  (http://blog.iodonna.it/chiara-gamberale/2013/03/13/linevitabile-aggressivita-dei-passivi/)
il quale consigliava un’interessante pubblicazione di due studiosi, che hanno analizzato passato, presente e cura per questi soggettoni affetti da aggressività passiva (http://www.isfo.it/files/File/Studi%203D/Mathias07.pdf).
E nella cura da loro proposta, argomentano una serie di pensieri tipici di queste persone, cercando di aiutare questi giovani e meno giovani che se la prendono con il mondo intero, iniziando da se stessi.
Io li ho voluti solo approfondire con l’S pensiero.
Ma io mi chiedo..pensare ad una cura per chi incontra e per chi perde tempo prezioso con queste persone?
Io mi preoccupo per chi perde tempo dietro a questi ragazzi e ragazze (nel mio immaginare, gli affetti da aggressività passiva sono sempre ragazzi tra i 20 e i 50 anni), per chi dona loro affetto, sentimenti, e a volte anche altro, a questi ingrati dei buoni sentimenti, a questi disadattati dei rapporti umani, a queste fave del sistema affettivo e sessuale.
Nel trattato si afferma che questi personaggi  si riconoscono da:
ostruzionismo, cocciutaggine, procrastinazione, resistenza alle richieste di prestazioni adeguate, inefficienza intenzionale, perdita di tempo, tergiversare, […] “dimenticarsi”, fraintendere, lasciare le cose in sospeso, agire in modo sfuggente, […] compiacere gli altri per poi lamentarsi di loro, […] negare i propri sentimenti veri se qualcuno li riconosce, […]  indifferenza, […] visione negativa del futuro …
Il tutto nascosto da apparente e affettato sorriso di cordialità e disponibilità …
Non so se chi ho incontrato in questa mia vita era veramente un soggetto da aggressività passiva, non so se posso vantarmi di avere nella lista dei miei casi umani anche un degno rappresentante di questa categoria, non so se era solo un altro maschio medio che popola questo mondo.
Fatto sta che mi ritrovo ancora qui, in un letto matrimoniale con quattro cuscini solo per me, un barattolo di gelato dulce de leche in mano e una lavatrice che si muove per tutto il bagno, causa centrifuga.

3/02/2013

80. Gli sconfitti

Dove se ne vanno gli sconfitti?
In quale posto si rifugiano con la loro tristezza misto malinconia chi ha perso?
Con chi si sfogano e con chi stanno in silenzio nel lungo processo di digestione affettiva?

Parlo proprio di quelle persone che hanno perso, che hanno ricevuto una sconfitta dolorosa dentro e fuori.
La sconfitta fisica di un pugno ricevuto alla fine di un match, la sconfitta del cuore per un abbraccio negato, la sconfitta di una votazione persa dopo mesi di sforzo e di finte promesse, la sconfitta per non aver ricevuto il premio lavorativo tanto atteso, la sconfitta di non poter stare con te.

Le sconfitte sono infinte e fanno un male cane.
Ti stropicciano il cuore come se fosse un pezzo di carta da buttare.
Si stringe l'A4 nelle due mani e si appollottola la carta bianca sul quale sono ancora scritte le promesse  scambiate, i ricordi dei sapori e degli odori, le frasi ancora rumorose nelle proprie orecchie, i baci ancora sulle pelle. E poi l'A4 viene buttato nel primo cestino che capita con la fretta e la noncuranza che mai avresti pensato di meritarti.

Il  cuore non tornerà più liscio e bianco come era prima.
Una volta che l'hai strappato via, non potrà più tornare al suo posto.

E allora in questo momento, dove vanno gli sconfitti con il cuore stropicciato?
Dove vanno a cercare un po' di conforto e di calore umano, dove vanno ad elemosinare un abbraccio, un bacio, un po' di quell'affetto che gli è stato negato per un capriccio del cervello.
Come fanno a stare fermi, a rimanere impassibili ai ricordi che vanno avanti con un rewind infinito, come fanno a non ricordare quegli attimi, come come come..

Non è così facile rimanere soli, non è così facile trovarsi sempre qualcosa da fare pur di non cadere nel baratro della sconfitta finale.
Non è facile reinventarsi senza di te, e non  sentirsi così inutile, come ci si sentiva prima che arrivassi te.

3/01/2013

79. Quell che non sapevi

Oggi, per la prima volta nella mia vita, ho mangiato da sola in mensa.
Non è stata una decisione difficile, anche perchè non c'era nessuno, e non avevo scelta su con chi voler mangiare.
Ho valutato l'opzione di non voler mangiare, ma avevo le vertigini e le farfalle allo stomaco. E i sintomi non sono dovuti al figone di CERPS con la canottiera sotto la camicia bianca, ma allo stress.
Già, perchè le farfalle allo stomaco sono dovute allo stress.

Altro che amore, altro che occhi a cuoricino e I love you, you love me.
Semplice e fottuto stress.

Quindi molto meglio quando non senti le farfalle allo stomaco.
Vuol dire che stai bene e che non c'è il rischio di un'ulcera.

Ora, essendo venerdì ed essendo le ore 16:07 inizio a contare le ore che mi separano dal we.
Sarà un weekend impegnativo, a rischio di ulcera, e non per lo stress, ma spero per gli ettolitri di alcol che riuscirò a ingurgitare con la scusa che ho appena compiuto 17 anni e che dimenticare ogni tanto fa bene.

E se io dimostro così poco di età, se ancora mi danno 20 anni,  è perchè uso sostanze anti age.
L'uva e lo sperma umano sono rinomate per le loro proprietà anti age.
Chi è che non lo sa?

Come chi è che non sa he 1 uomo su 5 milioni nasce senza pene?
E io lo conosco.

Sì, lo so che ognuno di noi conosce almeno un uomo senza palle.
Ma io mi sa che ho conosciuto proprio quel singolo tra 5 milioni. Quello senza pene.

Buon compleanno passato, S!!!!!


2/15/2013

78. La soluzione

Quando si è tristi
Quando i pensieri ti avvolgono
Quando i ricordi non sembrano volerti lasciare
Quando non sai trovare un motivo e ti sembra tutto impossibile

La soluzione è

Lavorare. Tenersi impegnati. Trovare da fare, anche quando non c’è più nulla da fare. Estrarre tabelle su tabelle, revocare abilitazioni, cercare ruoli per transazioni inesistenti, documentarsi, provare formule ma sentite su xls, impallare il sistema e arrabbiarsi con chi ha inventato access.

Ma mai fermarsi.

Stare in compagnia, ascoltare le storie del tuo collega, prendere il caffè con il biondino del quinto piano, fare biglietti del treno, passare ore in chat con gli indiani a discutere sulle leggi italiane che nemmeno l’Italia si ricorda di avere. Andare oltre la linea gialla quando ti dici “se oltrepasso quella linea, vuol dire che non mi pesa più questa situazione”, ridere per il collega che esce con le 16enni, ripetere proverbi veronesi e tapparsi il naso per la puzza del mulatto del primo piano.
Riempirsi di eventi, inciampare sulla porta e sul tappeto, buttarsi sul letto alle 21di sera e rialzarsi per uscire dopo mezzora. Non controllare la connessione in modo ossessivo e scrivere mail in un improbabile inglese.

E vedi che i pensieri scompaiono, i motivi non sono più così importanti e tutto l’impossibile diventa inutile.

Anche se sicuramente sputare in faccia ai diretti interessati e urlargli un sticazzi vale più di qualsiasi tentativo di sopravvivenza ai pensieri. Assieme a un bel toblerone in offerta all’Esselunga.

2/12/2013

77. Ma quanta arroganza si spreca per quali mediocri orizzonti

L’arroganza è una brutta bestia.
È una piaga sociale che colpisce uomini e donne che in realtà sono solo bambini e bambine alti e sviluppati. Anche se hai le tette e hai iniziato ad avere rapporti sessuali, se hai una specie di lavoro che ami definire tale, anche se porti una 24 ore durante il giorno e sai farti il nodo della cravatta, mi dispiace darti questa brutta notizia, ma non vuol dire che sei diventato grande.
Diventi grande, quando inizi a prendere le tue responsabilità, quando sai ammettere di aver sbagliato e di aver esagerato. Quando riesci ad abbassare la testa di fronte all’orgoglio e quando non ripeti lo stesso errore con tutti. Si chiama maturità e non è detto che tutti la raggiungano alla stessa età, quando prendi la patente o quando ti rechi da solo in banca.
Ognuno ci arriva con i suoi tempi e con i suoi modi, con esperienze diverse, più o meno significative, con le dovute cicatrici che ti porti nel cuore e che cerchi di mascherare per non farti vedere così debole. Quando la smetti di lamentarti, e inizi a reagire, quando capisci che non cambi mai. E non cambi non perché sei fatto bene così, ma solo perché sei così sicuro di te che non riesci a vedere che non sei così perfetto come ti credi.
Per una volta sarebbe bello se la gente riuscisse a vedersi veramente fuori, come la vedono gli altri, se non si nascondesse dietro a frasi fatte, prese da film d’amore di vecchio stampo o da poesie colte di autori che hanno sentito per caso. Sarebbe leale mettersi sotto la pioggia e bagnarsi, rimanere zuppi di pioggia soli con se stessi e riuscire a piangere le lacrime più profonde, che rischiano di farti implodere.
Sarebbe l’ideale se tutti avessero un minimo di maturità, se tutti aprissero di più il cervello e meno la bocca quando non dovrebbero. Se componessero un numero quando ne hanno veramente voglia solo per sentire un respiro, se non si facessero scudo del proprio orgoglio e riuscissero a dire ho sbagliato, ho esagerato, sono una fava.
Ma il mondo non è ideale, è fatto male, è fatto da microrganismi che pensano di avere ragione e mai torto. Di aver fatto la cosa giusta e non la cosa più meschina del mondo, nemmeno quando chiudono un conto banca senza aver portato il saldo a zero.

2/11/2013

76. Il crac dell'analfabeta

Una delle cose che meno sopporto in questa vita, oltre alle ragazze che vanno in giro con il mollettone tra i capelli in città, sono le persone che non mi parlano più.  Senza un motivo. Senza un reale e spiegato motivo.
Non chiedo mica un elenco puntato di 50caratteri max in cui mi si spieghi nei dettagli cosa io, essere indifeso e privo di peccato, abbia potuto fare, ma nemmeno che da un giorno all’altro ci si perda.
Non ho mai chiesto affetto eterno e un rapporto bilaterale fondato sul sentiamoci tutti i giorni, ma, sarà anche il ciclo e i nervi mestruali, ma io andrei dritta da certa gente solo per guardarla in faccia, tra le palle degli occhi, e chiedere “COSA CAZZO TI HO FATTO ADESSO?”
Poi arriva la frase che mai avresti voluto leggere, la frase che ti fa fare crac al cuore, la frase che forse ti sei negata e tenti ancora di negarti: “Non ti parlo più, perché non ho più niente da dirti”

E il cuore fa veramente crac. Un crac che si risente in tutto questo paesaggio bianco. Un crac dato dall’orgoglio e dato dalla considerazione che non sei stata accettata come persona. Un crac che a qualsiasi persona farebbe voglia di affogarsi nel cioccolato e non rialzarsi più dal divano.
Invece a me fa voglia di sapere perché. Cosa c’ho di sbagliato???
Perché continuo ad essere l’analfabeta in un discorso il cui significato è chiaramente che non ha più niente da dirti, che non conto nulla e che sono solo pesante e antipatica. Glielo si può leggere negli occhi delle persone questi pensieri, o devo solo capirlo dalle parole che non ci sono più? Rimane comunque il fatto che sono un’analfabeta in un ufficio contabile e che il mio cuore ha fatto crac.

2/08/2013

75. Chat medio orientali

Non sono affatto sicura che per il mio cervello sia costruttivo stare in chat ore intere a parlare con una persona di cui non conosco né sesso né il sorriso.
E di cui, soprattutto, non conosco le intenzioni.
E soprattutto se non si tratta di una chat erotica o di Badoo (benedetto sia chi ancora usa quel sito di pervertiti!!!).
Passo tempo a parlare di leggi italiane fiscali con un indiano che a fine discussione mi manda emoticon discutibili, come isole assolate, palme, soli e ameni abbracci.
Abbiamo parlato fino ad ora di fatture, scatole di medicinali, cockpit e buchi nella registrazione e io ho sostenuto la discussione con evidenti problematiche linguistiche e di qwerty, e te non hai il diritto di fare il simpaticone dopo che mi hai detto come è difficile la legge italiana. E non puoi nemmeno aggiungermi su linkedin. Eh no!
E sarebbe conveniente e, soprattutto, utile, se te specificassi quale sia il tuo nome e quale il tuo cognome dato che avete di solito 5 parole per identificarvi.
E, visto che lavorate tutti quanti assieme, mettetevi in testa che io ho un solo nome e un cognome composto. Quindi De non fa parte del mio nome!!
“Hello Silvia De, it’s regarding…”
E no, io sono solo Hello Silvia! Oppure fate come faccio io, che scrivo solo ciao o nelle migliori delle occasioni faccio un bel ctrlc ctrlv di tutta la stringa.
Eh, come è difficile tenere su tutte queste chat medio orientali, non c’è mai una soddisfazione, mai un cuore indiano per me. Io sono una ragazza semplice, mi accontento delle vostre emoticon a forma di cuore, dato che quelli italiani sono in via d’estinzione, oppure risolvetemi un problema nei tempi utili, senza farmi andare in extra time. Ma non isole, palme e omini che tendono le braccia.
Che se poi volete, io mi faccio sentire anche su altre chat senza alcun problema.

2/01/2013

74. February 2013


Benvenuto Febbraio!

Benvenuto al mese più corto e più intenso, pieno di baci e di abbracci, di neve e di sole, e del mio compleanno.

Ti aspettavo da ieri sera per dare un punto alla mia vita.
Per dare uno stop ai pensieri e un inizio ai fatti. Anche se di fatti ne ho fatti fin troppi anche a gennaio. E continuerò a farli convinta di volerli fare, mettendo a nudo me, rischiando un po’, delle volte senza pensarci delle volte pensando troppo.

Lascio dietro le crisi d’ansia, il dormire abbracciata al cuscino, il tremare forte senza motivo, il tremare forte davanti a te senza capire perché. Lascio dietro gli sfizi, anche se non me li sono tolti. Guardo il magazzino pieno di Sereupin che ho in borsa. Guardo fuori dal finestrino e non ricordo già più certi visi.

Lascio dietro le non risposte e i silenzi, tengo strette le chiamate e l’essere vicini anche se lontani, mi armo di sorrisi e di passati di verdura per non stare più male.

Mi compero un vestito nuovo per la festa e forse anche dei tacchi. Uscirò con chi me lo chiederà, non ricorderò più i miei inviti non accettati e starò ferma se volessi invitarti di nuovo. Anche se controllerò l’arrivo di un messaggio.

Guardo questo mese così corto, guardo il paesaggio veneto mentre mi riavvicino a Milano, che mi ha dato tanto e che mi ha tolto qualcosa. Che mi ha insegnato che le persone sono sempre le stesse, in qualsiasi regione e in qualsiasi occasione, che la delusione delle volte è meglio se la tengo per me, invece che dirla al diretto interessato, soprattutto se tieni alla persona, senza sapere perché. A continuare a parlare dritto in faccia, a non nascondermi dietro stupide ripicche, a dare ragione al karma e a smettere di sperare nelle parole degli altri.

1/25/2013

73. E raccontarlo è una gran fatica

Potrei farti credere di essere forte e decisa.
Sicura ed esperta. Di essere in grado di soddisfare tutti i desideri, soprattutto quelli più intimi e segreti. Quelli che ti vengono in mente la notte, quando le tue mani si muovono verso il basso ventre e i tuoi occhi sono chiusi in pensieri e ricordi.
Potresti pensare che mi piace prendere in mano la situazione, non vivere in un eterno limbo, sapere quello che voglio, e perché lo voglio. Che tutto quello che faccio, lo faccio perché so di sentirne la necessità, e che te fai parte delle mie necessità.
Potrei farmi passare per quella che non ha bisogno di affetto, ma solo di gesti passionali che plachino i miei ormoni.
La realtà invece è che sono totalmente insicura, che mi perdo ogni volta che alzo i miei occhi verso i tuoi.  Che mi fai arrossire quando mi chiami durante il giorno solo per avere compagnia mentre fumi una sigaretta in pausa. Che mi rincuori quando arriva un tuo messaggio nel mezzo della notte e mi sveglia.
E non so come conquistarti, come dirti anche solo “ciao”, come abbracciarti senza sembrare appiccicosa.
Non so perché mi sta succedendo, perché mi capita di fissare le montagne venete ricordando quel tuo gesto, di abbracciarmi da sola per sentirmi meno sola, di pensare chissà dove sei.

Forse nascondo la verità, forse non so nulla, non so perché mi piaci, ma la questione è che ormai  mi piaci.

1/06/2013

72. Dei pasticci della sua vita chi se ne occupa?

"...si fa in quattro per risolvere i pasticci della vita degli altri. Sì, ma lei? Dei pasticci della sua vita chi se ne occupa?" [Il fantastico mondo di Amelie]


E' inutile negarlo, ci piace dire la verità agli altri, ma nasconderla a noi stessi.

Siamo le migliori ad aiutare l'amica triste e sconsolata per un messaggio che non arriva, e siamo le migliori a buttarci giù per una mancata risposta.

Ad ognuno di noi piace crogiolarci nel letto o sul divano pensando al passato, dando troppo peso alle parole dette in un momento e dimenticando uno sguardo e una mancata carezza che vale più di un trattato.
E ci perdiamo così i tempi migliori che, incuranti dei sentimenti dei 6 miliardi di persone che vivono nel mondo, passano avanti offrendoci doni e sorrisi che non scopriremo mai.

Ogni anno ci promettiamo che sarà diverso, ma ogni anno è come quello precedente, perchè l'uomo è così fin dalla preistoria, e la donna non può certo cambiare modo di fare e di pensare se il suo uomo rimane un cavernicolo. Amiamo vestire i panni dell'eroina romantica che deve lottare per l'amore della sua vita e per l'uomo che è quello giusto, anche se la verità è che quell'uomo è solo una persona idealizzata nella mente e nel cuore e niente più. Siamo le prime a dimenticarci l'amica e la vita se lui è presente, e siamo le prime a lamentarci quando non si fa sentire per 15 minuti. Siamo le migliori a non dire le cose belle che ci accadono, e le altrettanto migliori a lamentarci per quelle brutte. Senza pensare che sarebbe meglio dire le cose belle e dimenticare quelle brutte. Amiamo imbruttirci come se facessimo un torto a lui che non c'è e non a noi che rimaniamo sempre, e diventare le più belle solo per un paio di occhi scuri che ci sorridono.
Adoriamo ricordare il primo abbraccio, adoriamo battere il martello quando questo ormai si è rotto e non si può più riaggiustare.

Tutto questo per dire che bisognerebbe pensare più a se stessi, che al noi, perchè il noi non è detto che durerà, mentre il se stessi è per sempre ed è l'unica cosa che regola la nostra vita e il nostro umore.
Ma è facile parlare ed è facile scrivere.

E più difficle scrollarsi da dosso tutti i demoni che si trovano sopra il nostro letto la notte prima di andare a dormire, scrollarsi tutte le speranze e tutti i sogni. Si è stupidi e ciechi, quando non si vuol capire quello che la vita ci vuol offrire, perchè si rimane aggrappati ad un pensiero che in realtà è solo un sogno, irreale e con scadenza.
Ed è facile dire scrollalo, scrollati di dosso tutta la negatività, escine fuori, ma è così difficile rendere le cose semplice così tanto semplici.