Quando si è tristi
Quando i pensieri ti avvolgono
Quando i ricordi non sembrano volerti lasciare
Quando non sai trovare un motivo e ti sembra tutto impossibile
La soluzione è
Lavorare. Tenersi impegnati. Trovare da fare, anche quando non c’è più nulla da fare. Estrarre tabelle su tabelle, revocare abilitazioni, cercare ruoli per transazioni inesistenti, documentarsi, provare formule ma sentite su xls, impallare il sistema e arrabbiarsi con chi ha inventato access.
Ma mai fermarsi.
Stare in compagnia, ascoltare le storie del tuo collega, prendere il caffè con il biondino del quinto piano, fare biglietti del treno, passare ore in chat con gli indiani a discutere sulle leggi italiane che nemmeno l’Italia si ricorda di avere. Andare oltre la linea gialla quando ti dici “se oltrepasso quella linea, vuol dire che non mi pesa più questa situazione”, ridere per il collega che esce con le 16enni, ripetere proverbi veronesi e tapparsi il naso per la puzza del mulatto del primo piano.
Riempirsi di eventi, inciampare sulla porta e sul tappeto, buttarsi sul letto alle 21di sera e rialzarsi per uscire dopo mezzora. Non controllare la connessione in modo ossessivo e scrivere mail in un improbabile inglese.
E vedi che i pensieri scompaiono, i motivi non sono più così importanti e tutto l’impossibile diventa inutile.
Anche se sicuramente sputare in faccia ai diretti interessati e urlargli un sticazzi vale più di qualsiasi tentativo di sopravvivenza ai pensieri. Assieme a un bel toblerone in offerta all’Esselunga.
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