Madame Bovary.
Mi ha accompagnato sulla rossa, sulla verde e sulla 72.
A letto poche volte.
è stato un libro sofferto. e mi ha lasciato insoddisfatta.
Proprio come Madame.
E mi fa pensare che sono un po' come lei, eternamente insoddisfatta di ciò e sempre desiderosa di ciò che non ho.
Però non sono così stronza ed egoista.
Non mi è mai stata simpatica, da quando l'ho intravista nella casa in campagna del padre, dalla sua apparizione fatale ed eterna. Già una così, non mi piace.
E poi questo suo eterno rincorrere l'amore perfetto, quel suo scrivere lettere d'amore, quelle sue richieste oltraggiose e incuranti degli altri e dei loro sentimenti. Solo capricci. Solo voglia di sentirsi amata e rispettata per ciò che non era scritto nel suo destino.
Nonostante ciò, il libro è proprio una perla. Una perla che parla del fallimento esistenziale, di come sia facile rimanere soffocati dalla mediocrità e dalla vita e di come sia facile divorare se stessi e di come l'amore possa essere non compreso, non ricambiato e, spesso, includente.
Ma alla fine mi viene in mente che è difficile prendere un gatto nero in una stanza buia, cara Madame e cara S.
"Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati"
4/21/2012
4/16/2012
37. L'amore quando c'era
"Ho imparato che i bambini possono imparare prima di te (che non l'hai ancora imparato) a usare l'IPad.
Che il vino bianco non è poi così male.
Che tutto (tutto il bene, tutto il male) dipende da noi, da quello che abbiamo dentro quando ci arriva addosso.
Ho imparato, soprattutto, che l'amore è meglio quando c'è.
E che se hai amato una sola persona nella tua vita, se solo una volta hai avuto quella certezza, ti conviene non entrare mai più in contatto con quella persona.
Ma se adesso ti sto scrivendo, mi sa che no: questo non l'ho davvero imparato."
C.Gamberale
Che il vino bianco non è poi così male.
Che tutto (tutto il bene, tutto il male) dipende da noi, da quello che abbiamo dentro quando ci arriva addosso.
Ho imparato, soprattutto, che l'amore è meglio quando c'è.
E che se hai amato una sola persona nella tua vita, se solo una volta hai avuto quella certezza, ti conviene non entrare mai più in contatto con quella persona.
Ma se adesso ti sto scrivendo, mi sa che no: questo non l'ho davvero imparato."
C.Gamberale
4/15/2012
36. Come stai
Dario canta che come stai è la frase d'esordio del mondo.
Tutti rispondono bene o male o alzano le spalle.
e poi partono le lamentele sulla quotidianità, sul lavoro, sulla famiglia, sui soldi che non bastano, sullo spread.
E da queste risposte mi accorgo che vivo in un mondo di grandi.
Vivo in mezzo ai grandi.
E mi accorgo che anche io oramai rispondo allo stesso modo.
Quando mi chiedono come stai, non rispondo più normale, non rispondo più con il silenzio.
Mi accorgo che sono diventata grande anche io, ma per osmosi, non perchè lo sia veramente.
In fondo sono sempre la stessa. Sto normale, la vita è diversa, è cambiata, ma è uguale.
Il sole scende, sale la luna, la luna si abbassa sulle montagne e riecco il sole, quando le nuvole non lo nascondono per le sue 12ore. C'è la pioggia, tanta pioggia, il grigio che rende gli occhi grigi.
C'è la pozzanghera, il mal di testa al lavoro, il mal di testa nel letto, il mal di testa durante l'aperitivo.
Non ci sono più le lamentele su cosa indossare, su come comportarsi con il tipo che ti piace, non c'è più la lamentela sul mondo noioso che non dà input.
Mi avete fatto diventare grandi, senza che io lo volessi, senza che io me ne accorgessi.
Sono diventata grande, rimanendo comunque piccola fuori, rimanendo piccola dentro, facendomi dimenticare ciò che mi piaceva.
Sono diventata una che aspetta il weekend, e poi sta male.
Una che si accorcia la vita da sola, che non risponde agli stimoli, che scrive cazzate e che non pensa più.
Non pensa più come pensava prima.
Pensa da grande. E non lo sa fare. Perchè non sono grande.
Tutti rispondono bene o male o alzano le spalle.
e poi partono le lamentele sulla quotidianità, sul lavoro, sulla famiglia, sui soldi che non bastano, sullo spread.
E da queste risposte mi accorgo che vivo in un mondo di grandi.
Vivo in mezzo ai grandi.
E mi accorgo che anche io oramai rispondo allo stesso modo.
Quando mi chiedono come stai, non rispondo più normale, non rispondo più con il silenzio.
Mi accorgo che sono diventata grande anche io, ma per osmosi, non perchè lo sia veramente.
In fondo sono sempre la stessa. Sto normale, la vita è diversa, è cambiata, ma è uguale.
Il sole scende, sale la luna, la luna si abbassa sulle montagne e riecco il sole, quando le nuvole non lo nascondono per le sue 12ore. C'è la pioggia, tanta pioggia, il grigio che rende gli occhi grigi.
C'è la pozzanghera, il mal di testa al lavoro, il mal di testa nel letto, il mal di testa durante l'aperitivo.
Non ci sono più le lamentele su cosa indossare, su come comportarsi con il tipo che ti piace, non c'è più la lamentela sul mondo noioso che non dà input.
Mi avete fatto diventare grandi, senza che io lo volessi, senza che io me ne accorgessi.
Sono diventata grande, rimanendo comunque piccola fuori, rimanendo piccola dentro, facendomi dimenticare ciò che mi piaceva.
Sono diventata una che aspetta il weekend, e poi sta male.
Una che si accorcia la vita da sola, che non risponde agli stimoli, che scrive cazzate e che non pensa più.
Non pensa più come pensava prima.
Pensa da grande. E non lo sa fare. Perchè non sono grande.
4/14/2012
35. mettere un punto interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato
Cambiare.
Sperimentare.
Provarci.
Non arrendersi.
C'erano mille motivi. Non ce ne era nessuno.
Erano motivi validi. Erano i soldi, la sfida, gli affetti, l'eroismo romantico che non porta mai a niente.
Milano ti prende i ti respinge. Ma lo fa senza manco accorgesene.
Ma tu te ne accorgi.
O sei sua. O non sarai mai sua.
Ho scelto te perchè eri lontana ma non troppo.
Ho scelto te per poter imparare a memoria le linee della metro, il posto più buono per fare l'aperitivo, dove andare a divertirsi, dove sentirsi soli con se stessi.
Non ho ancora trovato quel posto in cui stia bene.
La stanchezza è tanta.
La malinconia a livelli minimi.
I pensieri non finiscono mai.
La voglia di scrivere appassisce, ma la voglia di sapere è sempre sorprendente (la chiamerei stalking).
Mi sono trasferita qui,. Non è bello sempre. Non è mai brutto. è particolare.
è il PM10 dentro di te.
La borsa a mezzo braccio.
Il mojito che ha preso il posto dello spritz con i punkabbestia.
è il pensiero di te che mi ha lasciato.
è il mare che mi manca, e mi manca come mi fa sentire.
Sono i capelli sempre puliti ma mai in ordine.
è l'amore che tarda ad arrivare, sono gli occhi che non splendono più come prima, e sono piccoli e giù.
è la persona con cui parlare.
sono le persone con cui non voglio parlare.
Bisognerebbe fermarsi e capire dove si sta andando.
Mettere quel punto interrogativo a ciò che, a lungo, si era dato per scontato.
è un anno, e io un bilancio non riesco a farlo, perchè non mi trovo più.
Sperimentare.
Provarci.
Non arrendersi.
C'erano mille motivi. Non ce ne era nessuno.
Erano motivi validi. Erano i soldi, la sfida, gli affetti, l'eroismo romantico che non porta mai a niente.
Milano ti prende i ti respinge. Ma lo fa senza manco accorgesene.
Ma tu te ne accorgi.
O sei sua. O non sarai mai sua.
Ho scelto te perchè eri lontana ma non troppo.
Ho scelto te per poter imparare a memoria le linee della metro, il posto più buono per fare l'aperitivo, dove andare a divertirsi, dove sentirsi soli con se stessi.
Non ho ancora trovato quel posto in cui stia bene.
La stanchezza è tanta.
La malinconia a livelli minimi.
I pensieri non finiscono mai.
La voglia di scrivere appassisce, ma la voglia di sapere è sempre sorprendente (la chiamerei stalking).
Mi sono trasferita qui,. Non è bello sempre. Non è mai brutto. è particolare.
è il PM10 dentro di te.
La borsa a mezzo braccio.
Il mojito che ha preso il posto dello spritz con i punkabbestia.
è il pensiero di te che mi ha lasciato.
è il mare che mi manca, e mi manca come mi fa sentire.
Sono i capelli sempre puliti ma mai in ordine.
è l'amore che tarda ad arrivare, sono gli occhi che non splendono più come prima, e sono piccoli e giù.
è la persona con cui parlare.
sono le persone con cui non voglio parlare.
Bisognerebbe fermarsi e capire dove si sta andando.
Mettere quel punto interrogativo a ciò che, a lungo, si era dato per scontato.
è un anno, e io un bilancio non riesco a farlo, perchè non mi trovo più.
4/01/2012
34. Io, te e l'Iphone
C'era l'amore ai tempi del colera, una volta.
C'è stato poi l'amore delle lettere su carta bianca, che si ingialliva un po' con il tempo, con quella scrittura pomposa e ricercata, quelle lettere belle in corsivo per chi sapeva scrivere e per chi sapeva leggere.
C'è stato poi il tempo dei bigiettini con le scritte d'amore e le dichiarazioni sui muri tra una manifestazione e un cannone.
C'è stato poi il tempo delle mele, con le cuffie grandi attorno alle orecchie e il ballo lento, mentre ci si stringeva come se il momento non sarebbe finito mai.
C'è stato il tempo dello squillo perchè mi pensi, uno squillo ti voglio bene, più è lungo lo squillo più mi pensi e mi ami.
Poi è arrivato msn, skype, facebook e twitter, il poke, il trillo e il minore di tre.
Poi è arrivato quel fottuto Iphone e a pranzo e a cena non si parla più, ma si controlla le notifiche su facebook, i tags più fighi e si deve scrivere dove si è collocati per far vedere quanto si è fighi e pieni di amici con una vita sociale all'avanguardia.
Ma perchè non ti trovi il cervello con quel fottuto Iphone comperato da mammà e papà ???
C'è stato poi l'amore delle lettere su carta bianca, che si ingialliva un po' con il tempo, con quella scrittura pomposa e ricercata, quelle lettere belle in corsivo per chi sapeva scrivere e per chi sapeva leggere.
C'è stato poi il tempo dei bigiettini con le scritte d'amore e le dichiarazioni sui muri tra una manifestazione e un cannone.
C'è stato poi il tempo delle mele, con le cuffie grandi attorno alle orecchie e il ballo lento, mentre ci si stringeva come se il momento non sarebbe finito mai.
C'è stato il tempo dello squillo perchè mi pensi, uno squillo ti voglio bene, più è lungo lo squillo più mi pensi e mi ami.
Poi è arrivato msn, skype, facebook e twitter, il poke, il trillo e il minore di tre.
Poi è arrivato quel fottuto Iphone e a pranzo e a cena non si parla più, ma si controlla le notifiche su facebook, i tags più fighi e si deve scrivere dove si è collocati per far vedere quanto si è fighi e pieni di amici con una vita sociale all'avanguardia.
Ma perchè non ti trovi il cervello con quel fottuto Iphone comperato da mammà e papà ???
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