9/22/2011

16. Solo per un'ora.....perdutamente

Oggi, a pranzo, davanti a un’insalata verde e una coca zero, perché siamo a Milano, M mi ha detto che oggi è giovedì.

Oggi ho scoperto che è giovedì e non mercoledì.

E mi sono sentita rinata, viva, felice.

Nonostante il malumore serale, il mal di testa perenne da cinque giorni, il GL account, la sua foto, il fatto che anche questo sabato starò su un treno, le lamentele, le ballerine e il freddo che mi spinge a stare a letto quando non dovrei.

Poi dopo pranzo, ho scoperto che è autunno.

Una volta ero più attenta ai particolari.
Mi piaceva il primo di ogni mese, il primo giorno di una stagione, e cercavo di contagiare tutti con questa mia scoperta. Me lo facevi notare te che ogni volta ti chiamavo per ricordati la data.
E invece ora non mi rendo più conto che è giovedì, che è entrato l’autunno, che non mi ricordo più tutti i dettagli tuoi, che si incrina la voce ancora a pensarti, che mi piacerebbe chiamarti per dire che lavoro, che sto bene, sono un po’ stanca, ma è il lavoro, è la città. “Sai ci sono le modelle in giro, dovresti vedere che gambe, mi fanno sentire ancora più bassa.” E poi ti racconterei del capo che mi ha promesso che non mi dirà mai brava, perché faccio solo il mio dovere, che mi dirà sempre inetta quando sbaglierò, e che sono un po’ lenta, ma che oggi mi ha detto già due volte che il lavoro era perfetto. Parlerei di quel tarlo che ho sempre in testa, nonostante i km, del mio essere sempre identica a prima, di non cambiare mai da quel batuffolo rosa che ero quando mi tenevi tra le braccia. Direi che i miei occhi sono sempre velati, proprio come i tuoi quando mi salutavi, ma comunque lucidi per la gioia quando mi vedevi.

Prometterei che “ci vediamo a Natale, certo che scendo e ci vediamo”. E mi fai quei dolci che mi piacciono, e mi farai vedere le vecchie foto, e mi racconterai nuovamente di quella volta che ho dato spettacolo davanti a tutti, ma che a te non te ne importava e hai comunque detto di conoscermi, anzi che io ero proprio tua.
Te lo direi, te lo racconterei, parlerei a voce alta in metro per fartelo sentire e per farti capire che ci sono.
Ma lo sai che ci sono. E lo sai pure te, che sei andato via che ero ancora una ciliegia rossa, come mi dicevi sempre sul divano.

E io ti direi che è autunno, e che mi piace l’autunno, perché mi ricorda i tuoi abbracci, il tuo zucchero, il tuo affetto, e che a Natale verrò per abbracciarti più forte del cappotto autunnale marrone che avevi sempre  addosso. 

9/18/2011

15- Allontanandosi, ma senza farsi male

"So quel che sta succedendo.
E non posso dirti che con il tempo passa, perché non è vero.
Non passa.
Rimane lì.
è solo che uno si abitua a convivere con il dolore.
L'idea dell'assenza.
Non passa.
Non dimentica.


Però diventa sopportabile


Arriva un momento, una mattina, che ti svegli, 
ti vesti meccanicamente per andare a lavoro
senti che la vita continua
che è più forte
e che, bene o male, ti ci sei dentro.


Allora, prendi un respiro e, ricominci a camminare...
Tutto qui."



9/17/2011

14.Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.

E' che non ho mai molto da dire. Allora sto zitta.

Da lunedì al venerdì è un’altra storia.
È un’altra vita.
Sembra felice.
Sembro serena.
Rido.scherzo.canto.la solita esse.
Ma è finto.
È tutto finto.
E non è bello.

Quando scende la sera, il sorriso non c’è più perché le pile sono esaurite.
Ci vuole un po’ per ricaricalo.
E in quel po’ non penso a nulla, a nessuno. E non ho nessuna forza.

Poi arriva il weekend, e tutti quei pensieri ricompaiono nuovamente e avrei voglia di parlarne.
Ma il weekend è weekend per tutti.
E si ritorna al lunedì, nella solita storia.

Perché non posso dirti di non essere felice?