Oggi, a pranzo, davanti a un’insalata verde e una coca zero, perché siamo a Milano, M mi ha detto che oggi è giovedì.
Oggi ho scoperto che è giovedì e non mercoledì.
E mi sono sentita rinata, viva, felice.
Nonostante il malumore serale, il mal di testa perenne da cinque giorni, il GL account, la sua foto, il fatto che anche questo sabato starò su un treno, le lamentele, le ballerine e il freddo che mi spinge a stare a letto quando non dovrei.
Poi dopo pranzo, ho scoperto che è autunno.
Una volta ero più attenta ai particolari.
Mi piaceva il primo di ogni mese, il primo giorno di una stagione, e cercavo di contagiare tutti con questa mia scoperta. Me lo facevi notare te che ogni volta ti chiamavo per ricordati la data.
E invece ora non mi rendo più conto che è giovedì, che è entrato l’autunno, che non mi ricordo più tutti i dettagli tuoi, che si incrina la voce ancora a pensarti, che mi piacerebbe chiamarti per dire che lavoro, che sto bene, sono un po’ stanca, ma è il lavoro, è la città. “Sai ci sono le modelle in giro, dovresti vedere che gambe, mi fanno sentire ancora più bassa.” E poi ti racconterei del capo che mi ha promesso che non mi dirà mai brava, perché faccio solo il mio dovere, che mi dirà sempre inetta quando sbaglierò, e che sono un po’ lenta, ma che oggi mi ha detto già due volte che il lavoro era perfetto. Parlerei di quel tarlo che ho sempre in testa, nonostante i km, del mio essere sempre identica a prima, di non cambiare mai da quel batuffolo rosa che ero quando mi tenevi tra le braccia. Direi che i miei occhi sono sempre velati, proprio come i tuoi quando mi salutavi, ma comunque lucidi per la gioia quando mi vedevi.
Prometterei che “ci vediamo a Natale, certo che scendo e ci vediamo”. E mi fai quei dolci che mi piacciono, e mi farai vedere le vecchie foto, e mi racconterai nuovamente di quella volta che ho dato spettacolo davanti a tutti, ma che a te non te ne importava e hai comunque detto di conoscermi, anzi che io ero proprio tua.
Te lo direi, te lo racconterei, parlerei a voce alta in metro per fartelo sentire e per farti capire che ci sono.
Ma lo sai che ci sono. E lo sai pure te, che sei andato via che ero ancora una ciliegia rossa, come mi dicevi sempre sul divano.
E io ti direi che è autunno, e che mi piace l’autunno, perché mi ricorda i tuoi abbracci, il tuo zucchero, il tuo affetto, e che a Natale verrò per abbracciarti più forte del cappotto autunnale marrone che avevi sempre addosso.
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