Da sempre si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Lo si dice sia per questioni di rima sia perché il mare rappresenta quella distesa infinita di acqua, quello spazio aperto che ti fa sentire libero e speranzoso, aiutato dal fatto che non riesci a vedere l’altra parte.
Non è come il il lago. Il lago, in qualunque posizione ti metta, riesci a vedere l’altra sponda. Sai che c’è. E questo non essere solo non ti fa respirare profondamente, ma ti fa rimanere in uno spazio circolare stretto, che ti rende comunque sicuro che qualcun altro c’è.
Diversa è la sensazione che ti scaturisce la montagna. La montagna è più faticosa del mare, perché devi salire, devi mantenere il fiato e il respiro, devi stare attento agli animali, ai sassi e ai rami. Però quando arrivi su, in alto, con le braccia sui fianchi e il respiro grave, il sorriso che ti esce è totale e vedere da dove sei partito e tutto quello che hai lasciato giù, ti fa sentire felice, convinto che ne è valsa la pena. I polmoni si liberano, il viso è disteso, l’aria e buona e le tue mani intrecciate reggono il capo e, la tua posizione un po’ inclinata in dietro, ti fa, letteralmente, godere. Che te sia solo o in compagnia, lo spettacolo è sublime. E tu ti senti bene.
Anche perché sai che dopo la salita c’è il panino.
Comunque tornando a tra il dire e il fare, abbiamo appurato che non c’è né il lago né la montagna, ma c’è il mare.
In realtà, all’atto pratico, a meno che te non sia in ferie al mare o abiti in una località marittima, non è così.
Tra il dire e il fare ci sei solo te. In città, in campagna, sul marciapiede, sul motorino, e anche al mare.
Al di là di quale sia il motivo che ti fa dire e non ti fa fare, l’input a farti muovere tarda ad arrivare o lo tardi te.
Perché io sono convinta che la tua vita la fai te- sembro uno spot antidroga, lo so- e quindi non puoi lamentarti se il lavoro che fai non ti piace, se il tuo amore non ti parla più o se la pizza che hai cucinato è dolce. (Nonostante il lamentarsi sia una delle attività preferite del genere umano, me compresa e fiera rappresentante).
Quindi bisognerebbe darsi una mossa.
Andare al mare, in montagna o al lago.
E godere.
Captare quale sia il collegamento tra il dire e il fare. E farlo. Oh!
Darsi una mossa, spingere, pompare, correre, parlare, guardare negli occhi, motivarsi, sorridere, mangiare cioccolata, studiare, fare una chiamata, non vergognarsi, essere sicuri, cantare, fare una serenata, dire parole che mai avresti pensato di poter dire, scrivere lettere cartacee ed essere sinceri con se stessi.
Ma comunque "di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente".