4/15/2012

36. Come stai

Dario canta che come stai è la frase d'esordio del mondo.

Tutti rispondono bene o male o alzano le spalle.
e poi partono le lamentele sulla quotidianità, sul lavoro, sulla famiglia, sui soldi che non bastano, sullo spread.
E da queste risposte mi accorgo che vivo in un mondo di grandi.
Vivo in mezzo ai grandi.

E mi accorgo che anche io oramai rispondo allo stesso modo.
Quando mi chiedono come stai, non rispondo più normale, non rispondo più con il silenzio.
Mi accorgo che sono diventata grande anche io, ma per osmosi, non perchè lo sia veramente.
In fondo sono sempre la stessa. Sto normale, la vita è diversa, è cambiata, ma è uguale.
Il sole scende, sale la luna, la luna si abbassa sulle montagne e riecco il sole, quando le nuvole non lo nascondono per le sue 12ore. C'è la pioggia, tanta pioggia, il grigio che rende gli occhi grigi.
C'è la pozzanghera, il mal di testa al lavoro, il mal di testa nel letto, il mal di testa durante l'aperitivo.

Non ci sono più le lamentele su cosa indossare, su come comportarsi con il tipo che ti piace, non c'è più la lamentela sul mondo noioso che non dà input.

Mi avete fatto diventare grandi, senza che io lo volessi, senza che io me ne accorgessi.
Sono diventata grande, rimanendo comunque piccola fuori, rimanendo piccola dentro, facendomi dimenticare ciò che mi piaceva.

Sono diventata una che aspetta il weekend, e poi sta male.
Una che si accorcia la vita da sola, che non risponde agli stimoli, che scrive cazzate e che non pensa più.
Non pensa più come pensava prima.

Pensa da grande. E non lo sa fare. Perchè non sono grande.

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