2/12/2013

77. Ma quanta arroganza si spreca per quali mediocri orizzonti

L’arroganza è una brutta bestia.
È una piaga sociale che colpisce uomini e donne che in realtà sono solo bambini e bambine alti e sviluppati. Anche se hai le tette e hai iniziato ad avere rapporti sessuali, se hai una specie di lavoro che ami definire tale, anche se porti una 24 ore durante il giorno e sai farti il nodo della cravatta, mi dispiace darti questa brutta notizia, ma non vuol dire che sei diventato grande.
Diventi grande, quando inizi a prendere le tue responsabilità, quando sai ammettere di aver sbagliato e di aver esagerato. Quando riesci ad abbassare la testa di fronte all’orgoglio e quando non ripeti lo stesso errore con tutti. Si chiama maturità e non è detto che tutti la raggiungano alla stessa età, quando prendi la patente o quando ti rechi da solo in banca.
Ognuno ci arriva con i suoi tempi e con i suoi modi, con esperienze diverse, più o meno significative, con le dovute cicatrici che ti porti nel cuore e che cerchi di mascherare per non farti vedere così debole. Quando la smetti di lamentarti, e inizi a reagire, quando capisci che non cambi mai. E non cambi non perché sei fatto bene così, ma solo perché sei così sicuro di te che non riesci a vedere che non sei così perfetto come ti credi.
Per una volta sarebbe bello se la gente riuscisse a vedersi veramente fuori, come la vedono gli altri, se non si nascondesse dietro a frasi fatte, prese da film d’amore di vecchio stampo o da poesie colte di autori che hanno sentito per caso. Sarebbe leale mettersi sotto la pioggia e bagnarsi, rimanere zuppi di pioggia soli con se stessi e riuscire a piangere le lacrime più profonde, che rischiano di farti implodere.
Sarebbe l’ideale se tutti avessero un minimo di maturità, se tutti aprissero di più il cervello e meno la bocca quando non dovrebbero. Se componessero un numero quando ne hanno veramente voglia solo per sentire un respiro, se non si facessero scudo del proprio orgoglio e riuscissero a dire ho sbagliato, ho esagerato, sono una fava.
Ma il mondo non è ideale, è fatto male, è fatto da microrganismi che pensano di avere ragione e mai torto. Di aver fatto la cosa giusta e non la cosa più meschina del mondo, nemmeno quando chiudono un conto banca senza aver portato il saldo a zero.

Nessun commento:

Posta un commento