Una delle cose che meno sopporto in questa vita, oltre alle ragazze che vanno in giro con il mollettone tra i capelli in città, sono le persone che non mi parlano più. Senza un motivo. Senza un reale e spiegato motivo.
Non chiedo mica un elenco puntato di 50caratteri max in cui mi si spieghi nei dettagli cosa io, essere indifeso e privo di peccato, abbia potuto fare, ma nemmeno che da un giorno all’altro ci si perda.
Non ho mai chiesto affetto eterno e un rapporto bilaterale fondato sul sentiamoci tutti i giorni, ma, sarà anche il ciclo e i nervi mestruali, ma io andrei dritta da certa gente solo per guardarla in faccia, tra le palle degli occhi, e chiedere “COSA CAZZO TI HO FATTO ADESSO?”
Poi arriva la frase che mai avresti voluto leggere, la frase che ti fa fare crac al cuore, la frase che forse ti sei negata e tenti ancora di negarti: “Non ti parlo più, perché non ho più niente da dirti”
E il cuore fa veramente crac. Un crac che si risente in tutto questo paesaggio bianco. Un crac dato dall’orgoglio e dato dalla considerazione che non sei stata accettata come persona. Un crac che a qualsiasi persona farebbe voglia di affogarsi nel cioccolato e non rialzarsi più dal divano.
Invece a me fa voglia di sapere perché. Cosa c’ho di sbagliato???
Perché continuo ad essere l’analfabeta in un discorso il cui significato è chiaramente che non ha più niente da dirti, che non conto nulla e che sono solo pesante e antipatica. Glielo si può leggere negli occhi delle persone questi pensieri, o devo solo capirlo dalle parole che non ci sono più? Rimane comunque il fatto che sono un’analfabeta in un ufficio contabile e che il mio cuore ha fatto crac.
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