Dove se ne vanno gli sconfitti?
In quale posto si rifugiano con la loro tristezza misto malinconia chi ha perso?
Con chi si sfogano e con chi stanno in silenzio nel lungo processo di digestione affettiva?
Parlo proprio di quelle persone che hanno perso, che hanno ricevuto una sconfitta dolorosa dentro e fuori.
La sconfitta fisica di un pugno ricevuto alla fine di un match, la sconfitta del cuore per un abbraccio negato, la sconfitta di una votazione persa dopo mesi di sforzo e di finte promesse, la sconfitta per non aver ricevuto il premio lavorativo tanto atteso, la sconfitta di non poter stare con te.
Le sconfitte sono infinte e fanno un male cane.
Ti stropicciano il cuore come se fosse un pezzo di carta da buttare.
Si stringe l'A4 nelle due mani e si appollottola la carta bianca sul quale sono ancora scritte le promesse scambiate, i ricordi dei sapori e degli odori, le frasi ancora rumorose nelle proprie orecchie, i baci ancora sulle pelle. E poi l'A4 viene buttato nel primo cestino che capita con la fretta e la noncuranza che mai avresti pensato di meritarti.
Il cuore non tornerà più liscio e bianco come era prima.
Una volta che l'hai strappato via, non potrà più tornare al suo posto.
E allora in questo momento, dove vanno gli sconfitti con il cuore stropicciato?
Dove vanno a cercare un po' di conforto e di calore umano, dove vanno ad elemosinare un abbraccio, un bacio, un po' di quell'affetto che gli è stato negato per un capriccio del cervello.
Come fanno a stare fermi, a rimanere impassibili ai ricordi che vanno avanti con un rewind infinito, come fanno a non ricordare quegli attimi, come come come..
Non è così facile rimanere soli, non è così facile trovarsi sempre qualcosa da fare pur di non cadere nel baratro della sconfitta finale.
Non è facile reinventarsi senza di te, e non sentirsi così inutile, come ci si sentiva prima che arrivassi te.
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