7/18/2011

7. Forza Panino!

Puoi anche non prendermi il panino, far finta di aver dimenticato proprio il mio panino alla bresaola e rucola, proprio oggi che siamo pieni di lavoro. Puoi anche avere l’accortezza di non dire “ora te lo vado a prendere” e mangiarti il tuo schifoso panino alla mortadella e la tua odiosa coca cola normale davanti a me, mentre io continuo a lavorare, a fare cose anche per te, mentre te canti le tue canzoni stupide e senza senso in un inglese degno nemmeno di un bimbo di quattro anni. Fai quello che ti pare.

La mia settimana della positività, del sorriso e del “dai dai dai” non me la rovini.

E non ti meravigliare se adesso ti rispondo male, o meglio, se ti rispondo ma non ti guardo in faccia.

Perché te manco ti meriti un briciolo della mia voglia di vivere.

E puoi continuare a lamentarti della tua vita lontano da casa.
Tu che hai passato gli ultimi 25 anni della tua vita a casa, con mamma e papà, a pranzare a sbafo dei tuoi, senza mai cucinare un piatto di pasta, senza mai pagare una bolletta, senza mai andare a prenderti una birra seduto in piazza. Lamentati che questa città è troppo grande, che ci sono troppe persone, che la metro è afosa e non trovi mai posto a sedere. Continua a ignorare il tuo problema di fiatella, il tuo alito che si sente nonostante io abbia cambiato il mio posto nell’openspace.

Te non mi prendi il panino? E io non mangio.
Perché tanto sono ancora sazia del panino con le melanzane e del pollo di sabato sera.

Parlami pure. Ma a vanvera.
Perché sono ancora piena e felice delle parole dei miei amici e di chi almeno mi rispetta.
Vuoi la competizione?

Io non te la do.
Non sono così meschina e arrogante.
Non sono venuta fin qui per far carriera o per mettermi in luce. Hai sbagliato persona.

Io il panino me lo faccio da sola, e la coca cola la prendo zero. E mi lavo i denti anche al lavoro.

E te sei un poverino che della vita ha capito meno di me.
Quindi un cazzo.

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