"Ho una teoria. Credo apprezzabile.
Ognuno di noi ha un gene. Non ereditario. Tale gene nasce in te e cresce con te, è dovuto al tuo background, a ciò che ha caratterizzato la tua infanzia, i giochi con cui hai passato più tempo, i cartoni che vedevi in tv, le cicatrici dovute alla curva presa male con lo skate, i tuoi amichetti con i quali gareggiavi a chi urinava più a lungo, fino alla dolorosa scoperta che la maggior parte delle volte la facevi perpendicolare alla terra ( quando eri fortunata!). Ma tale gene si è nutrito anche di tutto ciò che non ha colorato la tua infanzia, ad esempio i pomeriggi passati in oratorio, i pomeriggi in discoteca a nasconderti dietro le colonne, i campi scout nella natura selvaggia e incontrastata, i giochi selvaggi a cercare le streghe nelle case in collina, le ore passate a pettinare la criniera del mio piccolo pony, tutte le volte che sei caduta in un tombino. Ecco, il gene si è nutrito di te, in toto.
E questo gene si manifesta un bel giorno, quando meno te l’aspetti, quando incontri un bimbo poco più alto di te che ti fa battere il cuore ogni volta che ti tira i capelli. E continua ad accompagnarti al liceo, all’università, al lavoro, alle poste, no alle post no, perché se ti accompagna alle poste, vuol dire che hai un gene necrofilo. Non te ne accorgi subito, ma una sera, in giro, mentre stai per addentare un prezioso pezzo di panna cotta ai frutti di bosco. È in quel momento, quando stai per affondare il cucchiaino, che ti accorgi della tua corposa collezione di “ex amici” tutti, o quasi, stranamente simili.E quando torni a casa, mentre ti strucchi, tiri le fila, o fili la lana, come diceva una mia amica.
Mori, con uno spiccato buon senso per la musica, occhiali da vista, ma ogni tanto per darsi un tocco di presunta intelligenza ( in realtà assente), savoir faire, buona parlantina, sorriso accattivante, battute deliziose, cultura vasta, chitarra sulla spalla e “altre doti capaci di far sbavare anche la parte più frigida racchiusa in ognuno di noi [cit.]”.
E fin qui tutto bene.
Non potresti mai immaginare che dietro a tutto ciò si cela un CASO UMANO!
E invece sì, alti come un bonsai, canottiera invernale, infogati con la politica, credenti anche della più piccola parola scritta in aramaico, ebraico e latino su pietra, argilla, papiro, pergamena e infine carta ( ndr: Bibbia), esploratori dei fiumi e dei boschi, professori dell’ Estote Parati, amanti dell’ultimo gioco con streghe e folletti, incontrastati vincitori delle serate sprecate a giocare a Risiko!, visitatori folli di tutti i link attinenti all’ informatica, elettronica, scienza, tecnologia, magici esperti di qualsiasi cosa nerd.
Ecco, signori e signore, il gene del caso umano!
E io modestamente ce l’ho.
Ognuna di noi ha questo gene, non del caso umano, ovvio, ognuno ha il suo.
C’è chi ha il gene del tamarro, chi il gene della persona con difetti linguistici, chi il gene dell’ariano, chi quello del musicista maledetto, chi quello dell’amico, chi quello del pakistano, ecco.Poi ci sono anche le più fortunate, che hanno più geni, ma su questo non ho ancora approfondito.
Si deve imparare a convivere con questo gene, si deve abbracciarlo e andarci a passeggio in giro per le piazze, sotto i portici, per i parchi, per le discoteche, per i corridoi di ingegneria e di fisica, per i discount. Lui è in te per un motivo ben preciso: per aiutare a salvare il mondo, per fare del nostro pianeta a better place, come diceva Maicol.Te hai il dono di accumulare più maschi possibili della specie a te assegnata e cercare di educarli, cercare, però, non cambiarli, non farlo! potrebbero diventare cattivi: ATTENZIONE! Sono una categoria assai pericolosa, non devi dargli troppa confidenza però, devi ricordarti che te sei tipo Buffy, l’ammazzavampiri, sei la prescelta ecco [cit.]
Ognuna di noi è la prescelta! Quindi non ci si deve abbattere se il tuo piccolo cuoricino e il tuo immenso cervello ti hanno fatto perdere la ragione per l’ennesimo tuo caso umano, è la selezione.
Selezione naturale.
E devi essere forte e determinata, perché sai come è ogni mattina, in Africa, quando sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone, o verrà uccisa. Ogni mattina, in Africa, quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.
Ogni mattina non importa che tu sia un leone o una gazzella, l’importante è che tu sappia che sei la prescelta, la migliore nel tuo campo, grazie a quel cazzo di gene del tuo background.
amen"
post del 11.01.2010
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