Sarà il caldo, la pochezza di taluni, la scarsa voglia di muoversi dal letto e di staccare il ventilatore.
Saranno stati i discorsi di ieri sull'Abruzzo.
Ma mi torna in mente il tuo sorriso, la tua fossetta in mezzo alla gola.
Mi tornano in mente le tue patate al forno croccanti e galleggianti nell' olio.
Il tuo passarmi i soldi di nascosto dalla mamma.
Il chiamarmi senza farti sentire dagli altri per farmi vedere le tue foto in bianco e in nero di quando eri felice e giovane.
Mi mancano i tuoi occhioni piccoli languidi quando ripartivo.
Mi mancavano i tuoi bicchieri pieni di acqua calcarea del rubinetto e il tuo lamentarti del caldo.
Mi manchi tanto.
Vorrei tanto racconti di cosa faccio,di cosa penso e sentire i tuoi consigli sui ragazzi, che mi davi quando ancora non ci pensavo.
Sentirti dire che mi trovavi più grande e sentirti chiedermi quando sarei tornata.
Stare sul balcone del quinto piano a Chieti a vedere gli autobus che passavano e a prendere l'aria fresca guardando la Maiella. Sentirti sorpresa quando mi ricordavo di chiamarti.
La tua guancia fredda prima che ti portassero via, prima che il trapano chiudesse quella scatola marrone.
Mi manchi e mi vieni in mente oggi, nel nulla, in una giornata piena di nulla, se non della tua prima fede che mi regalasti e che ho ritrovato in mezzo ai tuoi baci sulla guancia forti e appiccicosi. c
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