Ognuno di noi ha un dono.
Io ho il dono che mi piacciono sempre quei tipi accessibili, ma che io faccio diventare i più inaccessibili dell'universo, manco fossero dei modelli di alta moda o ricercatori con un QI pari a 200.
Ma il dono non si ferma qui.
Il dono comprende anche che io mi accorga dell'infatuazione quando si presenta una terza persona interessata al caso umano e che, magistralmente, riesce ad adescare il suddetto adone.
E io divento amica di questa terza persona, le dò consigli, suggerimenti, cucio, faccio e disfo perchè sono un animo puro che non si mette in mezzo a due che si amano.
Infine il dono comprende che io diventi soprattutto l'amica del coglione di turno, quel coglione che è interessante solo per chi vive in un centro sociale e simpatico come un toro appena incornato.
Io so diventare più che una sua amica.
Io so diventare il suo compagno di stanza, a cui racconta slinguazzamenti, delivery, serate e porcate varie.
Questo rapporto poi si ridimensiona quando i due si mettono assieme e io corro per strada come un'eroina romantica, che ha portato avanti il suo compito in modo fiero e coraggioso.
Mentre loro limonano in modo appassionato ogni qualora sia possibile, l'eroina, io, scrive patetiche frasi e patetici post sul blog.
Innamorarsi dei tipi più fatiscenti non è sempre la cosa migliore da fare.
Delle volte è preferibile prendersi una bella cotta per il modello D&G o per l'elettricista del calderabusinesspark.
O sarebbe meglio non infatuarsi di certi tipi.
Ma quella è un'altra storia. Una vera teoria. A breve per tutte le sfigate.Pardon, per tutte le eroine romantiche.
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