3/18/2012

33. Keep calm and write something

La consistenza e lo spirito di questi post non sono mai stati negati.
Si scrive quando le parole non riescono a raggiungere la bocca, quando il solo pensiero di quel suono ti immobilizza, quando sai che però un modo per sfogarti devi trovarlo pur di non implodere.
E pensi che una volta scritto, tanto vale farlo leggere agli altri. 
Gli altri leggeranno le tue parole dandogli un loro significato, che, forse, non è lo stesso che gli hai dato te.
Capiranno ciò che vogliono capire loro, confronteranno i tuoi pensieri con il loro quotidiano e te ti sentirai più sola di prima quando ti chiederanno perché hai scritto.

Se scrivi, se scrivo, se scriviamo con la motivazione di prima, vuol dire che non si devono chiedere poi spiegazioni, perché se si avesse avuta la forza di parlare, non si sarebbero sprecati digits così.
E io vorrei tanto scrivere di quella soggezione, di questa frustrazione, della scarsa autostima, di quegli sguardi e di quelle mezze battute che vengono fatte senza capire cosa producono nel cervello di un qualsiasi uomo affetto da stitichismo sentimentale per sè e per gli altri.
Perchè trovo difficile che una persona che non vuole bene a sè stessa possa voler bene agli altri.
Trovo difficile sopportare quegli sguardi da chi non conosce la parola inadeguatezza.
Trovo difficile cambiare e diventare capace di fregarsene, di non guardare mille volte se l'outfit è adatto e di non evitare di incrociare lo proprio sguardo allo specchio per non dover sopportare quell'immagine.

Troppo difficile.

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