L'altro giorno mi hanno detto che non si può vivere pensando al venerdì.
Non è la prima volta che me lo dicono.
E tutti hanno sempre argomentato la loro frase, chi con citazioni più o meno grottesche, chi intercalando il discorso con degli epiteti coloriti, chi con gli occhi grandi guardando l'orizzonte grigio pensando a ciò che è e che vorrebbe che non fosse.
Io non ho mai smentito le loro osservazioni né, tanto meno, le ho appoggiate.
In entrambi i casi ho semplicemente continuato a masticare, per poi allungare un po' il collo in avanti e dire "Io, in realtà, aspetto il venerdì sera."
C'è chi può abbozzare mezzo sorriso a tale frase, c'è chi si può infervorare nei propri trip mentali, con la conseguenza di rovinarmi la pizza friarelli - salsiccia.
Lo so che non è questo è il modo di vivere.
Lo so che non dovrei fare la conta dei giorni, a partire da ogni lunedì mattina, dicendo "ah..è già lunedì...è già martedì...il mercoledì si scavalla la settimana..."
Però lo faccio, perchè mi fa ridere e mi dà la forza di andare avanti in questo lavoro che raramente mi stimola, ma che per me rappresenta una sfida. Un lavoro che il più delle volte mi demoralizza per via di alcuni comportamenti e altre volte mi dà soddisfazioni, se pur piccole e insignificanti agli occhi altrui.
Un lavoro che forse può essere la svolta, o che forse sarà solo un inizio per dare il continuo ad una vita fatta di raccolti di cime di rapa nelle campagne del centro sud.
Non sono buoni i motivi che ho per argomentare ciò che penso e ciò che dico, ma non sono mica un giurista che deve per forza controbattere ad ogni singola frase.
Lo so che non è un bene continuare se per me è solo continuare, e non vivere.
Forse sarò masochista o solo sciocca, ma io so che voglio continuare per questa strada, e so che arriverà, a breve, un qualcosa che mi faccia pensare "oh che bello, oggi è mercoledì!"
E probabilmente sarò tondo, con pomodoro e mozzarella. Doppia, grazie!
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