12/02/2012

66. Niente da fare

Si trova più gusto ad aspettare e poi ad assaporare il premio raggiunto o voler subito il gingillo riservato solo ai vittoriosi?
Sono sempre stata abituata a ricevere, ad aprire le braccia al primo sorriso ricevuto.
Non mi è mai piaciuto lottare, per pigrizia, per latenza, per scarsa autostima, che mi ha sempre fatto gettare la spugna prima di iniziare la lotta.
Non ho mai rincorso nessuno. Non perchè non ne avessi motivo.
Ma semplicemente per timidiezza.

Io sono una di quelle che appena si propone un gioco a tempo e ad eliminazione diretta dice "Io guardo".
Non mi è mai piaciuto aver fretta e le persone che mi mettono fretta.

Ma la pazienza d'altro canto non è un mio dono.
Sono proprio una brutta persona.
Non so aspettare ma non so correre per prendere quello che voglio.
Sono sempre stata una che mentre gli altri correvano, andava in disparte a guardare il tramonto e poi le stelle.
Le stelle. Sono tante, milioni di milioni.
"Seduta o non seduta, faccio sempre la mia parte,
sempre con l'anima in riserva e il cuore che non parte."
E forse il mio cuore non partirà mai.
Mi dispiace molto.

"E non c'ho fatto ancora l'abitudine
o forse mai ce la farò,
sarà che sono troppo sensibile 
o nella testa chissà chi c'ho."
Niente da fare, Charlie Brown! Milano, 02/12/2012

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