Con tutti i discorsi che mi sono preparata in tutti questi anni avrei potuto fare grandi cose.
Con i discorsi fatti davanti lo specchio mentre mi pettinavo, con quelli fatti mentre mi lavavo i denti, con quelli fatti poco prima di alzarsi dal letto, uff, che dire..con quelli avrei potuto vincere il premio come miglior attrice protagonista. Per non parlare di quelli che iniziano con "adesso, ci penso io...appena lo prendo gli dico che.." e che poi terminano con "io?no..niente. no macchè, manco c'ho fatto caso!". poi ci sono i grandi discorsi "ti devo dire una cosa", quelli che avrebbero potuto far costruire su un grattacielo solo con le prime tre parole, quelli di d'amore. Poi ci sono quelli a cuore aperto, ma che poi rimangono invece sigillati tra gli spazi dei denti e l'alito alla menta. I discorsi che iniziano e poi vabè improvviso, e improvvisi poesia. Quelli che ti segni su un foglietto che poi ti dimentichi a casa. Quelli "adesso mi prendo due appunti", e diventano mail, perchè è più facile a scrivere che a dire, anche se verba volant scipta manent. Quei discorsi de "le dirò che..". Quelli che "appena posso". Quelli dell'"appena la vedo". E quelli che forse è meglio una canzone, forse lo capisce da lì (illusa). Quelli fatti con grandi citazioni, ma non ti ricordi da chi. E quelli che "è meglio per te ...".
Ma i miei preferiti sono quelli che rimangono sospesi, che si traducono con un "non fa niente". e che rimangono in qualche posto del cervello. Quelli che sembrano bellissimi, ma che poi si traducono in merde, con una sintassi degna del "ce l'ho duro padano".
Quelli che non ho mai detto.
E ma con quelli avrei poturo fare grandissime cose.
Ma quelle grandi cose poi se le è portate via il vento e le ha trasformate in aria.
Gran bell'aria.
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