Chi non si è mai sentito triste per non si sa bene che cosa?
Non è proprio tristezza.
è quel senso che ti opprime un po', ma non troppo da impedirti di mangiare un po' di cioccolata.
è quel senso che ti fa scorrere il nastro della tua vita un po' indietro, fino a quando non si incastra in quel ricordo che fa male, ma che non va via, come una macchia di vino sul jeans.
è quel peso che senti nel cuore che ti fa ascoltare canzoni tristi che vorresti condividere con il mondo grazie ai moderni mezzi di facebook e twitter.
è quel freddo che non riesci a mandare via se non con una doccia bollente che ti profuma di buono e di pulito.
Ti rende il viso un po' più piccolo, un po' più pensieroso e non accade mai contemporaneamente a te e all'oggetto del tuo pensiero.
Che possa essere una persona, un pensiero, una malattia, un tifoso del Genova, una parrucca stravagante, un balbuziente timido, una mano che scende troppo, una voglia, un dubbio se anche te potrai mai cullare qualcuno di così piccolo nelle tue braccia.
Mi piacerebbe essere in grado di spostare i miei pensieri e le mie sensazioni in qualcosa di buono e dolce, come una canzone.
Quando ero piccola, componevo certe canzoni degne di Mogol. Erano piene di tuuu, di amoreeeee, di mioooo, di verdeee e di qualche altra parola stile montagne verdi.
Pensa quante canzoni ci sarebbero ora nella mia stanza, tutte suonanti quell'emozione momentanea o eterna che sia.
In gradi di far passare gli occhi rossi, la bocca tirata giù, e dal profumo di albicocca e dall'aspetto di ciliegia.
Oppure trasformarli in poesia, in rima alternata o baciata.
Poesie alla Gianni Rodari o alla Neruda è uguale, da scrivere su piccoli foglietti volanti e da regalarla a chi se le merita.
O in un piccolo gesto della testa che balla con il piede al ritmo della canzone che ti fa compagnia su tuo divano in una domenica pomeriggio dal cielo blu scuro e dalle tende fucsia, mentre trovi ovunque capelli biondi.
Chi è che non si è mai sentito un po' pensieroso e ha voluto sfogarsi con qualcuno, intavolando il discorso per bene e per poi ritrovarsi a parlare di qualcosa di divertente che fa sorridere e mettere in disparte momentaneamente il pensiero color cemento?
Di certo, non io.
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